Nuove idee
Arriva l'equipaggio in rosa, ma lo skipper sarà gay

Fuxia Challenge secondo i disegni del Focus Creative Group

Sarà tutta rosa. Fatta di vele, trine, pizzi e merletti. In assoluto diventerà lo scafo più femminile e più filo femminista dell'America's cup. Ovviamente se saranno trovati i 30 milioni di euro necessari per il suo varo. In attesa che il miracolo si compia i designer del "Focus Creative Group" hanno stilato un progetto di scafo a tinte rosa e l'hanno battezzato Fuxia Challenger.
"La prima a credere nel nostro programma è stata una parente di James Spithill, il timoniere di Luna Rossa". Paolo Rivelli - responsabile dei rapporti istituzionali del team - crede fermamente nella forza di un equipaggio fatto solo di donne. "Il gentil sesso - ma anche tutto ciò che fa rima con la femminilità - diventerà protagonista, E non solo con vele e sartie, ma anche nell'organizzazione dell'evento".
Rivelli dà un valore relativo al concetto di femminilità. Non esclude - infatti - che lo "skipper possa essere gay: perché anche i gay fanno parte del mondo in rosa". Fuxia Challenger, dunque, è già un progetto trasgressivo. Anche se per ora molte delle idee portanti restano nel mondo dei sogni. "Sogni che si realizzeranno - commenta Rivelli -, del resto le nostre idee devono essere unisex, altrimenti anche il mondo della vela rischia di rimanere ancorato a tradizioni del 1700".
Lui sogna una barca che sia in grado di imporsi al pubblico con uno stile estremamente fashion, glamour, cool e giovanile. Così per la prima volta nella storia dell'America's cup una figura manageriale si occuperà del Graphic Design dello scafo, delle vele e dell'abbigliamento. Adesso - mica facile - bisogna trovare uno Yacht Club che accetti di annoverare nelle sue file il prossimo scafo fuxia. Il primo a farsi avanti è stato lo yacht Club di Trapani, ma ci sono buone possibilità che ad aggiudicarsi le prestazione del team delle donne ci sia anche il club velico di Saigon (Vietnam), il cui guidone è completamente rosa.
L'idea sta suscitando molti interessi anche in India, Danimarca e Russia. Anche se un trasferimento del team fuori dall'Europa appare perlomeno complicato. "Ovviamente per aver successo e per raggiungere il budget che ci permetta di partecipare alle regate dobbiamo valorizzare il marketing - spiega Rivelli -. Per questo stiamo pensando di proporre la nostra grafica a D&G o Just Cavalli o Nike, griffe che potrebbero scoprire grandi interessi in questa sfida. A livello internazionale ci piacerebbe molto avvicinarsi alla Playstation, che da poco ha creato una consolle rosa, o a Victoria's Secret, un must per l'intimo femminile".
In sostanza, se Rivelli&C riusciranno a iscriversi alle gare per la conquista della "vecchia brocca", sarà inaugurato nuovo modo di affrontare l'America's Cup: "Non più dalla Coppa al marketing, ma viceversa", spiega Rivelli. Francesco de Angelis e gli altri - insomma - rischiano di essere travolti dal profumo del Fuxia Challenger.
Paolo Salvatore Orrù

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